Premessa

Dieci anni fa, nel 1999, si sono poste le prime basi per la costituzione di un Laboratorio di Geografia presso il Dipartimento di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia. Il modello, ma in scala ridottissima, era quello del Laboratorio di Archeologia Medievale messo in piedi sotto la spinta e con tutta l’energia di Riccardo Francovich. L’occasione, un finanziamento ministeriale per una ricerca di interesse nazionale coordinata da Daniele Manacorda su Sistemi informativi territoriali nell’archeologia dei paesaggi storici: l’unità di ricerca che faceva capo a Geografia aveva per tema Basi cartografiche per lo studio dei paesaggi storici, e ne facevano parte anche colleghi dei Dipartimenti di Biologia ambientale (Vincenzo De Dominicis, Alessandro Chiarucci) e di Scienze della Terra (Fabio Sandrelli). Fu scelto il comune di Murlo per una verifica di carattere storico-ambientale basata sulle fonti cartografiche: il Catasto Leopoldino del 1830, la carta dell’uso del suolo del 1995, la carta forestale degli anni ’30.

Lo sviluppo di questo progetto di ricerca, sul quale torneremo più avanti, ha contribuito a fissare i due cardini del nostro lavoro: l’attenzione per la fisionomia e le dinamiche dei paesaggi storici e l’uso delle tecnologie informatiche più avanzate per la costruzione di archivi e basi di dati e per la restituzione cartografica. Scopo del Laboratorio di Geografia è stato fin dall’inizio quello di organizzare le fonti per lo studio del territorio in modo da offrire nuove opportunità di ricerca, ai colleghi di diverse discipline, e una documentazione accessibile anche agli enti interessati alla gestione del territorio stesso, in particolare per quanto riguarda la componente paesaggistica e storico-culturale, che in una facoltà di Lettere può trovare un valido terreno di verifica.

Per studiare i paesaggi storici è necessario possedere le basi fisiche (geologiche, morfologiche, idrografiche), e quelle relative all’uso del suolo, alla distribuzione degli insediamenti e del popolamento, alle reti stradali, in diversi momenti cronologici. Tutti temi che si ottengono da diverse fonti ma che possono confluire e entrare in relazione se si dispone di una comune piattaforma cartografica, come quella che oggi i GIS, Geographic Information System, sono in grado di organizzare. Il territorio senese e la Toscana in generale offrono straordinarie occasioni per raccogliere una documentazione originale e sperimentare nuove metodologie di indagine.

In più va detto che i paesaggi senesi, in particolare, sono oggi al centro dell’attenzione nel dibattito sulla gestione del territorio e la salvaguardia del patrimonio culturale: sia per la specifica e riconosciuta qualità del mosaico paesaggistico che per le tensioni a cui viene sempre più spesso sottoposto, e che dipendono non tanto dall’imponderabile effetto dell’abusivismo quanto invece da previsioni e realizzazioni “legittimate” in base a strumenti urbanistici comunali, redatti secondo la discussa Legge Regionale per la gestione del territorio (LR 1/05). Parlare di “dibattito” è un eufemismo: le posizioni di chi si propone di difendere il patrimonio culturale e chi ne gestisce la trasformazione sono ormai sempre più distanti. Ma non è questa la sede per approfondire questo tema, che citiamo solo per segnalare la fondamentale carenza, proprio negli strumenti per la gestione del territorio, di basi conoscitive affidabili. Quello che manca negli interventi sui media locali e nazionali, e anche molto spesso nelle normative e nei piani che dovrebbero garantire la tutela del paesaggio, è la consapevolezza dei caratteri peculiari che ne costituiscono l’originalità. Non c’è dubbio che tali caratteri abbiano le loro radici – oltre che nelle componenti fisico-naturali – proprio nel percorso storico in cui si sono formati sia le strutture insediative con le infrastrutture che gli assetti agrari, anche dove le tracce di questi sono meno visibili allo stato attuale. A tutti i livelli, infatti, continua a mancare un raccordo operativo ed efficace fra la ricerca storico-geografica e le documentazioni e i quadri di conoscenza su cui si basano – o dovrebbero basarsi – gli strumenti della pianificazione territoriale: per non parlare dei grandi lavori, che molto spesso vengono progettati fuori da qualsiasi logica di piano.

Per contribuire a colmare questo vuoto riteniamo indispensabile stabilire nuove relazioni fra gli istituti di ricerca, primo fra tutti l’Università, gli enti locali e le istituzioni di tutela: relazioni che oggi si possono tradurre in esperienze innovative nell’applicazione degli strumenti informatici tanto nella ricerca storico-geografica che nella gestione del territorio. Un bilancio di dieci anni di attività del Laboratorio di Geografia del Dipartimento di Storia dell’Università di Siena ci consente oggi di presentare un percorso già abbastanza consolidato di acquisizione e trattamento di alcune delle svariate fonti disponibili per lo studio dei paesaggi, a Siena e in Toscana.

Il Laboratorio di Geografia - come struttura costituita di fatto, anche se non di diritto, all’interno del Dipartimento di Storia - è impegnato fin dal 1999 in progetti di ricerca relativi principalmente a due settori: quello della ricostruzione dei paesaggi del passato in rapporto anche all’assetto attuale e quello della cartografia storica. Riportiamo di seguito un elenco dei progetti che sono stati finanziati (quasi tutti ultimati, alcuni in progress) in questi dieci anni: laboratorio di geografia. dipartimento di storia. università di siena.

 

Progetti di ricerca

  • 1998-1999: Basi cartografiche per lo studio dei paesaggi storici, nell’ambito del progetto di ricerca di interesse nazionale Sistemi informativi territoriali nell’archeologia dei paesaggi storici, progetto di ricerca di interesse nazionale, coordinatore nazionale Daniele Manacorda.
  • 1999-2000: Campioni del Catasto Leopoldino per lo studio dei paesaggi storici, Piano Ateneo della Ricerca.
  • 2002-2004: Trascrizione informatica del Catasto Leopoldino in alcune comunità del senese, convenzione con Amministrazione Provincia di Siena, Assessorato alla Pianificazione Territoriale.
  • 2002-2006: Archivio Storico della Cartografia Senese. Progetto di catalogazione informatica dei documenti geoiconografici, convenzione con Archivio di Stato di Siena e Piano Ateneo della Ricerca.
  • 2003-2005: Studi e ricerche per un Dizionario Biografico dei Cartografi Italiani. Il caso toscano, progetto di ricerca di interesse nazionale, coordinatore nazionale Ilaria Caraci.
  • 2006: La produzione cartografica di Ferdinando Morozzi: schedatura analitica delle mappe conservate nell'Archivio di Stato di Siena, Piano Ateneo della Ricerca.
  • 2006-2007: Creazione di una banca dati informatizzata della cartografia senese, convenzione con Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
  • 2007: Studio della cartografia nel fondo Asburgo-Lorena di Toscana presso l’Archivio Nazionale di Praga, nell’ambito degli Accordi di Collaborazione fra l’Università degli Studi di Siena e l’Università Carlo di Praga.
  • 2007-2008: Costituzione di una piattaforma on-line per lo studio dei paesaggi storici in Toscana, convenzione con Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
  • 2008-2009: Cartografia e iconografia storica della costa toscana e dell’arcipelago. Banca dati “Mare oraque Tusciae”, progetto pilota nell’ambito di ARCHEOMED, Patrimonio culturale e marittimo del Mediterraneo, Progetto europeo del programma Interreg III B Medocc (FESR). Coordinatore: Regione Toscana - DG sviluppo economico Settore cultura e sviluppo economico.
  • 2008-2009: Analisi per una banca dati regionale georeferenziata dell’uso del suolo agroforestale e delle rendite catastali nella Toscana dell’Ottocento. Sviluppo del progetto CASTORE, convenzione con la Regione Toscana, Servizio Geografico Regionale.