Ospedale di Santa Maria della Scala. Ricerche storiche, archeologiche e storico-artistiche

Il primo numero della collana editoriale Ricerche e Fonti raccoglie una parte degli interventi presentati nella giornata di studi promossa dal Centro interdipartimentale nell'aprile del 2005. La giornata, a carattere seminariale, era stata per lo più concepita come un momento di confronto tra gli esponenti delle diverse discipline per un generale bilancio degli studi intrapresi; ma di fatto è diventata anche l'occasione per esporre  i primi risultati di alcune ricerche che, per la novità dei contenuti, ben meritavano quello sbocco editoriale che adesso vede finalmente la luce.

Nel saggio introduttivo Michele Pellegrini ripercorre, con grande efficacia, un ventennio di studi di storia ospedaliera, esaminando l'evolversi degli interessi tematici e degli approcci metodologici, nel quadro di una sempre maggiore attenzione al rapporto tra l'ospedale e la città medievale, inteso come snodo essenziale della storia di Siena.

Nell'intervento di Federico Cantini l'elaborazione del dato archeologico viene estesa all'intero contesto urbano, fino a proporre una nuova e inedita visione della storia della città dall'antichità all'alto Medioevo, alla quale gli scavi che dal 1988 si sono succeduti all'esterno e all'interno dell'ospedale hanno dato un contributo fondamentale.

Lo scavo delle volte delle corsie di San Galgano e di Sant'Ansano ha fatto luce sull'evoluzione funzionale e spaziale di un importante settore dell'ospedale dal Medioevo ai tempi più recenti: ne offre una sintesi l'intervento di Marie Ange Causarano, Frank Salvadori, Beatrice Sordini e Benjamin Tixier, già edito in altra sede e che qui è di nuovo proposto essendo stati i risultati di quell'indagine illustrati, per la prima volta, proprio nella giornata di studi del 2005.

Il ritrovamento, al di sotto di intonaci recenti, di un'insospettabile serie di nicchie-comodino ad uso delle degenti, ha poi consentito di ripercorrere, nel contributo di Fabio Gabbrielli, le trasformazioni funzionali e architettoniche avvenute tra il XIV e il XVIII secolo nel Pellegrinaio delle Donne, la  più grande corsia del Santa Maria della Scala.

All'ambito storico-artistico, infine, appartengono gli ultimi tre interventi, rispettivamente di Piergiacomo Petrioli, che degli affreschi del Vecchietta nella cappella del Chiodo ricostruisce, con significative novità, il programma iconografico e le motivazioni politiche e religiose; di Bernardina Sani, dedicato ad un pregevole quanto finora poco noto tavolo di marmo tardo manierista conservato nel Pellegrinaio degli Uomini e attribuito alla cerchia di Flaminio del Turco, del quale vengono per la prima volta ricostruite le possibili funzioni, i collegamenti stilistici e i trasferimenti all'interno dell'ospedale; e di Ilaria Bichi Ruspoli, che tramite ricerche d'archivio ricostruisce l'operato di scultori, intagliatori e stuccatori presso il Santa Maria della Scala durante il lungo rettorato di Agostino Chigi (1597-1639).

f.g., g.p.