Piccolomini a Siena XIII -XIV secolo

Copertina di "Piccolomini a Siena"

"Vorrei paragonare le biografie che compongono questo libro ai fili colorati di una tela che solo alla fine di una paziente tessitura si compongono in una trama. Una stoffa dalla trama decorata di disegni geometrici che corrono almeno in tre direzioni: verticalmente, la storia dell'individuo, orizzontalmente, la storia del lignaggio, diagonalmente, la storia della città. Ma il rovescio dell'immagine potrebbe portare impressa anche un'altra storia: quella dei meccanismi e delle modalità di costruzione della memoria, dei bisogni e dei significati di legittimazione ad essa sottesi. A questo livello di lettura la conclusione del volume secondo della memorialistica familiare, com'è indicato il Quattrocento, con il problema che apre la redazione del primo, superstite, libro di ricordi, redatto da Andrea, nipote di Pio II - ancorché un libro di ricordi dalla fisionomia assai peculiare si tratti - rappresenta la conclusione ideale ma anche l'unica possibile per chi si muove, almeno con lo sguardo, sui due piani: con l'ingresso della famiglia nel campo della (auto)produzione di memoria si chiude un'epoca e comincia un tempo nuovo".