Pazzi per Cristo

Copertina di "Pazzi per Cristo"

'Molte parole dell'apostolo Paolo di Tarso nella lettera ai Corinzi evocano l'idea di "follia" congiungendola in maniera indissolubile alla "metanoia", alla conversione: il credente ha sposato la logica di Dio ed essa è speculare e contraria alla sapienza del secolo. Attorno al fulcro stesso della redenzione, il sacrificio di Cristo, ruota il rifiuto di quanto il mondo reputa buono e giusto, perché tale non è ag1i occhi del Creatore; chi "morendo ha sconfitto la morte" ha salvato l' umanità e solo per amore, si è caricato del male altrui per annientarlo, perciò Paolo scrive “noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei follia per i pagani". Quelli ed altri insegnamenti sono stati recepiti e interpretati in manieri diversa a seconda delle epoche e dei lettori, perché il cristianesimo poggia su una rivelazione immutabile ed eterna ma che si affida ad un portatore all'uomo profondamente radicato nel tempo.

Pertanto il libro mira a ricostiuire qualcuna di queste interpretazioni — mai assunti intellettuali astratti, bensì esperienze di vita - attraverso le agiografie e gli scritti di Francesco d' Assisi e dei suoi piu antichi compagni di Jacopone da Todi, di Pietro Crisci da Foligno e di Giovanni Colombini da Siena. Gli scritti biografici e autografi, le memorie personali, rivelano un modo di vivere il sacro in cui si incidono, stratifìcandosi, le tracce del tempo oggettivo e soggettivo degli autori dei loro ambienti, dei loro esegeti. Alcuni episodi del vissuto quotidiano degli “uomini di Dio”, alcune loro espressioni sembrano situarsi in una zona di confine e dunque ambigua: santità, rinuncia e abbraccio della croce o follia e ancora, se di follia si tratta, essa e umana o non piuttosto "santa pazzia", effetto della manifestizione del Creatore?'.