I Tolomei banchieri di Siena

Copertina di "I Tolomei banchieri di Siena"

"I Tolomei non furono una famiglia qualsiasi. Inclusa nel 1277 nella lista che elencava quelle magnatizie (i casati), e quindi formalmente estromessa dalle leve più alte del potere del ceto dirigente di stampo mercantile e guelfo che reggeva la città, la sua storia fu, al contrario, per circa un secolo e mezzo, strettamente intrecciata alle vicende economiche, politiche e sociali della città di Siena.

Dentro un quadro cronologico che prende avvio dai primi anni del XIII secolo per chiudersi alla metà del successivo, con la caduta del governo dei Nove, si dipana la parabola di questo casato: un casato che se nel corso del duecento trova nella banca lo strumento ideale per la propria grandezza, e nella ricchezza e nel prestigio che ne derivano il mezzo per realizzare le sue ambizioni, sa anche reagire con notevole dose di realismo, alcuni decenni più tardi, alla chiusura pressoché definitiva degli orizzonti economici internazionali concentrando a livello locale l'attività creditizia, e salvaguardando così la propria eminenza sociale.

Infatti i Tolomei non appaiono affatto emarginati sotto il governo di " mezzana gente" che regge la città fino al 1355: la famiglia adegua mezzi e strumenti di af-fermazione al mutato quadro politico, scegliendo il patteggiamento con il potere pubblico e l'occupazione di tutti quegli uffici a cui le capacità e la ricchezza dei suoi membri la candidano. E dunque gli uffici pubblici, gli incarichi diplomatici, la proprietà di tetre e castelli, le attività mercantili e commerciali, sono le strade percorse per mantenere viva una presenza significativa nella città e nel suo contado".