I Salimbeni. Quasi una signoria

Copertina di "I Salimbeni. Quasi una signoria"

 

'Cosa ne fu dei grandi, dei casati - come si chiamano a Siena- dopo la sfida popolare lanciata nella seconda metā dei XIII secolo dalla legislazione antimagnatizia? Un primo tentativo di risposta viene attraverso l'analisi delle sorti dei Salimbeni casato di cui si ricostruisce la fisionomia sociale registrando l'attivitā economica, gli acquisti e le vendite di immobili, i testamenti e i matrimoni, le liti e le pacificazioni. La parabola che ne emerge č chiaramente definita. I Salimbeni, casato ben strutturato, giā ricco e numeroso sin dalla metā del '200, si distinguono fra tutti gli altri grandi per una affannosa corsa al potere. Per generazioni si scontrano con le altre consorterie cittadine, acquistano meriti agli occhi del popolo, elargiscono prestiti al comune, in-tessono attente strategie matrimoniali con cui si avvicinano a molti principi territoriali italiani, il tutto per la realizzazione di un unico obiettivo: la signoria. Il travaglio politico e istituzionale che caratterizza il Trecento senese e che si configura come il frutto dell'azione promossa da chi detiene la maggior parte del potere economico per riuscire ad impadronirsi anche del potere politico li vede protagonisti. Investendo i frutti della banca nella terra, ed in particolare nei castelli del contado, vanno creando uno strumento di rafforzamento politico e di consolidamento sociale con cui si oppongono al comune cittadino'.