Osti, avventori e malandrini

Copertina di "Osti, avventori e malandrini"

"Il passaggio di una grande strada quale fu la Francigena favorì un forte sviluppo dell’attività ristorativa e alberghiera a Siena e nel suo contado. Nell’anno 1288 erano già 90 gli iscritti all’Arte nella città e a fine ‘300 il servizio di sosta, anche lungo la rete viaria minore, era capillare. Un settore, quello alberghiero, che rappresentò ben presto un grosso affare su cui investirono molti. Così, tra i proprietari degli stabili più importanti, troviamo esponenti delle maggiori casate senesi come i Salimbeni, i Malavolti, i Piccolomini, i Marescotti, oltre a prestigiose istituzioni religiose come la Chiesa di San Martino e l’Ospedale Santa Maria della Scala di Siena.

Se la gestione dell’hospitium di campagna era spesso a livello familiare, gli osti dei grandi alberghi cittadini o termali erano veri e propri professionisti, e li vediamo arrivare a Siena da ogni parte d’Italia: da Milano, Verona, Ascoli, Firenze, Lucca e molti perfino dalla Germania. In relazione con la categoria dell’albergo la clientela era la più varia, da re, papi e alte personalità di passaggio, a mercanti e vetturali, fino alle persone più umili del posto. Proprio per questa caratteristica, frequentare una locanda poteva però riservare anche spiacevoli incontri; questi luoghi erano infatti il campo d’azione ideale per criminali, ladri, bari e imbroglioni d’ogni sorta".