L'identità e l'oblio

Copertina di "L'identità e l'oblio"

Tra i problemi irrisolti che creano un’aura misteriosa intorno alla produzione pittorico di Alessandro Filipepi detto Botticelli vi è l’identità della modella, o delle modelle, alle quali l’artista si ispirò per dipingere le sue celebri opere. Alle ipotesi che non sia mai esistita una donna che prestasse le fattezze a quelle figure femminili, quindi totalmente ideali, Ivan Tognarini contrappone una tesi articolata sulla biografia della bella Simonetta Cattaneo Vespucci (morta nel 1476) e fa riferimento alle numerose interpretazioni formulate intorno al rapporto tra rappresentazione poetica e pittorica, alla famosa Giostra di Giuliano de’ Medici, di cui Simonetta sarebbe stata l’amante, ai versi di Poliziano, del Pulci e di Lorenzo il Magnifico dedicati proprio a Simonetta.

Viene poi approfondita la rete di rapporti diplomatici tra la famiglia Medici e gli Appiani di Piombino, città di cui l’autore ben sottolinea la ricchezza culturale ed economica. Tognarini ripercorre le cause storiche e materiali della politica matrimoniale, in questo caso lo sfruttamento delle risorse metallurgiche del territorio di Piombino e dell’isola d’Elba, e spiega le complesse vicende di promesse matrimoniali, realizzate e non. Si giunge quindi al momento delle nozze celebrate nel 1482 tra Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici e Semiramide Appiani, nipote di Simonetta e promessa a Giuliano prima della sua morte nella congiura dei Pazzi.

Intrecciandosi con motivi stilistici che vedono un’evoluzione della pittura botticelliana verso la presenza di una persona la cui effettiva fisicità diventa modello di costante riferimento, il filo rosso del mito conduce a La Primavera, fatta realizzare per celebrare questa unione: Simonetta sarebbe la Venere garante ed auspice dell’amore per la nipote, a sua volta raffigurata come una delle Grazie, quella Aglaia moglie di Efesto, dio della lavorazione del metallo (quindi ulteriore rimando alla famiglia Appiani).

Infine, ribadendo l’attenzione di Botticelli al clima culturale mediceo e alle vicende che animavano la storia della famiglia, Tognarini suggerisce un’altra lettura de La nascita di Venere, in cui la protagonista è nuovamente Simonetta, questa volta emblema della bellezza perché rinata, o meglio approdata alle rive toscane dopo la fuga da Genova, e perché protettrice dell’attività marittima dell’azienda guidata da Lorenzo di Pierfrancesco, marito della nipote Semiramide.