Il libro del Pellegrino

“Furono molte le città medievali per le quali la strada rappresentò un affare. Siena fu una di queste. A cavallo tra XIV e XV secolo un certo numero di donne e uomini, anziani e ragazzi, partiti da luoghi anche molto periferici d'Europa per un pellegrinaggio a Roma, depositò presso un ospedale fidato di quella città le monete d'oro, d'argento, di rame, i falsi, qualche lingotto e gioiello che aveva in tasca. Molti di costoro morirono in viaggio, ma è proprio di questi più sventurati che il Libro del Pellegrino racconta identità e provenienza; e poi età, altezza, colore dei capelli, forma del viso, nei e cicatrici che avrebbero dovuto servire per identificarli. Raramente le monete sonanti trovano eco nelle fonti medievali e, anche in questo, il Libro è una bella eccezione, con le descrizioni a volte sicure, a volte incerte del frate di turno, impegnato a riconoscerle in mezzo alla stupefacente varietà che ne scopriamo nelle tasche dei pellegrini”.

Copertina di "Il libro del Pellegrino"